Estratto da Foglio di Sala
La danza e la coreografia sono forse la miglior forma di espressione della vita. “La danza si fa a due come l’amore”, diceva Bejart. Corpo e segno, mente e disegno, animo e spazio. L’occhio e lo sguardo. Lo stesso rapporto a due che immagino instaurarsi tra pittore e tela: fisico, in movimento. Spazio Tadini non è la solita galleria e non è la solita Associazione Culturale. È un laboratorio vitale e in continuo movimento ed evoluzione. Luogo adatto ad una danza da vivere, non da guardare. Innovatore e rivoluzionario, libero dai tradizionali schemi deputati alle varie espressioni del contemporaneo. Luogo naturale di Coreografia d’Arte. Nata qui non solo per la condivisione di intenti e visioni ma perché comune è la convinzione che, oggi, si debba ricostruire il tempo umano dell’espressione necessaria. Produrre nuove ed ulteriori forme di comunicazione per mantenersi aperti, essere in viaggio ma lasciare tracce. E solo l’arte, la cultura, l’unione, la comunicazione tra linguaggi artistici diversi hanno la forza per questo percorso. Coreografare a partire dalla pittura è stata una sfida entusiasmante e importante per me, e lo desideravo da tempo. Come da tempo desideravo cimentarmi con un’opera di Emilio Tadini: sarà il primo spettacolo del Festival. Partire dallo sguardo e dal segno di un creatore di bellezza per porsi davanti ad uno spettatore appassionato con il quale dialogare, riconoscersi, comunicare. Coreografia D’Arte cerca la vicinanza delle persone e delle cose, di una serata da trascorrere senza formalità, disegna i corpi degli interpreti come un pittore la tela, plasma i movimenti nello spazio come uno scultore la materia, trae forza dall’energia di Spazio Tadini. Per avvicinare ancora una volta l’arte e la danza, la cultura e il teatro e il grande pubblico alla condivisione di queste emozioni e di questi valori.
Federicapaola Capecchi (estratto dal foglio di sala I° edizione 2009)












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