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2009

E Ancora

Primo spettacolo di Coreografia D’Arte, ha debuttato in forma di work in progress nel giugno 2009 (mentre si preparava la I° edizione del Festival). In Coreografia D’Arte ha debuttato nella sua versione definitiva il 26 novembre 2009 e ha replicato, nella giornata di chiusura del Festival, nella II° edizione, 5 dicembre 2010.

Genere: teatrodanza – Ispirato all’opera d’arte Fiaba Image Magie di Emilio TadiniCoreografia e Regia: Federicapaola Capecchi – Testi: Emilio Tadini, Riccardo Walchhutter – Musiche: Maurizio Corbella – Con: Riki Bonsignore, Federicapaola Capecchi, Arianna Cavallo, Maurizio Corbella, Fikri Tallih – durata: 60′| Produzione OpificioTrame & Spazio Tadini

Spettacolo ispirato all’opera d’arte «Fiaba-Image Magie» di Emilio Tadini. Costruito a partire dal quadro ed intorno ad esso è un viaggio verso un’ umanità possibile. Il dipinto è parte dello spettacolo: sospeso, attore per primo sulla scena e i danzatori creano un’interazione diretta con esso. Una drammaturgia scandita in quadri attraverso personaggi che si muovono senza peso dentro e fuori ogni piano, situazione, esperienza. Il leit motiv coreografico e dell’uso del contact spinge i danzatori ad un’inarrestabile ed inevitabile mutazione fisica, corporea, visiva ed emozionale veicolata attraverso corpi imperfetti, spesso, capovolti, ma liberi, dove tutto è possibile.

Personaggi che si muovono senza peso dentro e fuori ogni piano, situazione, esperienza. L’incanto di colori, sembianze sul cui dorso giocar e ridere o mettere un freno alla provocazione di un orizzonte nuovo. Si agitano, vivono, fuggono, si spaventano, stanno seduti ad aspettare qualcosa che non arriva e qualcuno o qualcosa che li porterà altrove. Ridono, piangono, scherzano. Ridere stasera, ridere; l’anima che ride è come una preghiera di voli d’uccelli in un mondo di luna, legati come due corpi amanti. Danzano. Senza peso respirano, danzando superano l’angoscia di un quotidiano a volte drammatico, forse di questo “oggi”, patetico; sgranano occhi smarriti su un mondo aggrovigliato tra luci e rumori, spento, e lo rianimano con occhi colmi di stupore, immagini, visioni. Felici e incapaci di esser normali. E allora ridono. Forse si fanno beffe di ogni terrena realtà che non sa vedersi se non greve e pungente, vedono il lato comico, o solo diverso, delle cose, si salvano dalla grevità. Si aggrappano ai lembi di terre sognate, pensate, sentite vere. Ai lembi dell’immagine parola che libera l’immaginazione fantastica. In nessun luogo eppure qui e ora, nella vita di ogni giorno, sorridono agli occhi scontrosi del quotidiano. Accendono cieli di lune dove lo sguardo conquista la vita e il tempo la felicità. Tutto è finalmente davvero possibile. Esibiscono la loro vita, le loro visioni, il loro “giuoco” eccezionale e se non avrete occhi grandi e i desideri a portata di mano vi appariranno inafferrabili. E ancora…continua…

NOTE DELLA COREOGRAFA:

Questo spettacolo è un desiderio. Un sogno, una passione, uno stupore, una speranza, un atto d’amore. Un viaggio verso il possibile. Non vuole essere altro che questo. Volutamente non ho riletto critiche e analisi dell’opera. Perché volevo un rapporto diretto, da corpo a corpo, senza mediazioni o tecnicismi. Ho solo riletto alcuni testi di Emilio Tadini, per risentire le sue parole che, a me, sono sempre arrivate come un corpo. Amo le opere di Emilio Tadini, quelle dipinte e quelle scritte e forse anche quelle quotidiane che non conosco. Perché fanno vivere. Solo altri due artisti, come lui, hanno veramente smosso desideri e passioni in me: Caravaggio e Hieronymus Bosch. <Nel vostro fiato son le mie parole> diceva Michelangelo. Ecco, mi sentirei di dire che nel flatus dell’impulso della mano di Emilio Tadini son le visioni di un’umanità possibile, di una vita realizzabile; nella materialità dell’impasto di Fiaba-Image Magie, senza prender respiro, tutto in un tempo, son le storie, le vite, i pianti, le risate del gioco del teatro della vita. Che, credo, Emilio Tadini conoscesse benissimo. Qualunque vita. Ho sempre pensato di lui che fosse anche un grande critico del sociale. Sento un legame personale molto forte con i suoi mondi popolati spesso da figure capovolte…chi conosce i miei lavori sa che il leit motiv del mio coreografare e dell’uso del contact spinge i miei corpi ad un’inarrestabile ed inevitabile mutazione fisica, corporea, visiva ed emozionale veicolata dal il mio personale percorso di ricerca proprio attraverso corpi imperfetti e, spesso, capovolti. Con Fiaba-Image Magie sento un legame particolare e fisico. Ogni volta, dinanzi a quest’opera, il sangue scorre più veloce, pulsa, preme, gli occhi sembrano abbagliati se si spostano rapidi da una figura all’altra; il battito accelera fino ad abbracciare il nodo in gola di una commozione soave e profonda; immagini e parole, infinite, si confondono l’una nell’altra fino a perdere significato o ad averli tutti, anche quelli che non conosco e sospendere tutto il mio corpo, in aria, nel vuoto di una strana solitudine, mai triste, mai greve, nel pieno di una possibile ricompensa, e di un’unica grande immagine che poi ricordo. Un’immagine, una sola, non intesa come normalmente intendiamo questo termine, ma una vera e propria irruzione che rimette in moto il tempo. Quello di un domani possibile se la vita, qualunque vita, si facesse finalmente umana.

Federicapaola Capecchi

articolo uscito su Corriere della Sera in occasione dell'Anteprima Milanese a Spazio Tadini giugno 2009

Per vedere le foto di E Ancora clicca sul post dello spettacolo in homepage

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Ideatori di Coreografia D’Arte e Spazio, corpo e potere


Francesco Tadini
Fondatore di Spazio Tadini.
Critico d'arte, regista, autore di programmi televisivi, esperto in comunicazione pubblica e pubblicitaria.

Federicapaola Capecchi
Coreografa, danzatrice.
Socia e collaboratrice operativa di Spazio Tadini. pubblicista

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