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2010

Coreografia D’Arte 2012: Lo spazio dell’uomo attraverso l’indagine spazio, corpo e potere

La ricerca e il progetto dello spazio dell’uomo è il tema dell’edizione 2012 di Coreografia d’Arte. Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini, ideatori e curatori del Festival Coreografia D’Arte, anticipano i temi e gli spunti di riflessione e ricerca che caratterizzeranno la III° edizione di Coreografia D’Arte. 

L’uomo è misura di ciò che crea. Coregrafia d’Arte misura l’uomo di fronte a qualcosa che ha creato. Di fronte a un’opera. Teatro che danza un’opera. Così, tutta la smisurata dimensione del gesto teatrale si relaziona a quel piccolo mondo di una tela. Quell’universo inquadrato dove viene parlata la lingua delle immagini e dei colori viene liberato da quell’altro mondo – che parla la lingua del corpo – per la durata di uno spettacolo.

Inquadrare significa mettere in un quadro. Ma anche: collocare, focalizzare, includere, fare il punto, arruolare, assumere, inserire, profilare, riprendere, schierare, descrivere… I contrari sono: astrarre, confondere, fraintendere. Coreografia d’Arte ha a che fare con tutte queste parole.

Piet Mondrian dipinse – due anni prima di morire – Broadway Boogie-Woogie. Una tela che inquadra uno stile musicale (chiamato Fast Blues, al principio) che si danza. Ci mise dentro tutto quello che amava. Lasciò fuori tutto ciò che fuggiva: il nazismo, innanzi tutto. Incluse il movimento in un’architettura formale di cui fu ideatore, fino a correre – quasi – il rischio di romperla, andando oltre le regole.

” Nessun tempio potrebbe avere una razionale progettazione senza simmetria e senza proporzione, senza cioè avere un esatto rapporto proporzionale con le membra di un ben formato corpo umano…” scrive Vitruvio, nel terzo libro del suo trattato De Architectura. Verosimilmente, la preoccupazione delle proporzioni con il corpo – e con tutto quello che può agire – è, ancora un motivo dominante di qualunque Forma d’arte. Viene da pensare alla ricerca musicale, alla spazializzazione del suono, alla creazione di veri e propri mondi acustici, abitabili, nuovi, non ordinari. La 55. Biennale Musica di Venezia si intitola “Mutanti”: allude a qualcosa che non è più, si trasforma… In definitiva a un essere umano che perde proporzioni, peso, consistenza, che affida la propria identità alla memoria di una macchina remota: protesi e sintesi nello stesso, atemporale, delirio.

Coreografia d’Arte cerca lo spazio di confine tra i linguaggi: quella linea sottile la cui membrana venne squarciata – viene dire: irreparabilmente – dai tagli di Lucio Fontana. Non a caso Federicapaola Capecchi vi ha dedicato una delle prime coreografie, due anni fa. Lo spazio dove estensione e distanza si confondono è lo spazio che deve essere intuito prima che concepito, visto prima che misurato. Forse è per questa ragione che il termine Weltanschauung offre un contenitore di plasticità assoluta, ricorrente, attuale. Contiene l’idea che la visione sia la forza che permette di costruirle, la Realtà e la Forma. Jaspers scriveva “le visioni del mondo sono idee, manifestazioni supreme ed espressioni totali dell’uomo (…) Le posizioni ultime che l’anima occupa, le forze che la muovono” (Psicologia delle visioni del mondo, 1919).

La ricerca e il progetto dello spazio dell’uomo – della possibilità di focalizzarlo – è il tema dell’edizione 2012 di Coreografia d’Arte. Nella nostra Visione, l’unico rimedio alla perdita d’identità dell’uomo/mutante è la riconquista del terreno perduto: lo spazio unico della scena. Il Teatro, l’attimo non ripetibile dell’improvvisazione, il rapporto fisico con ciò che accade, la distanza minima tra chi fa e chi ne viene coinvolto sono le armi più taglienti di cui, ancora, l’umanità dispone per concedere al Tempo di vincere la battaglia con il grande Freezer Elettronico.

Opere pittoriche “liberate” nello spazio imprevedibile di una scena costruita – mattone su mattone – dal movimento dei corpi danzanti. Al pubblico verrà – quindi – chiesto di inquadrare, collocare, includere, riprendere, astrarre… e, forse, anche schierarsi per una visione non retinica dell’arte, non arruolata della vita.

Francesco Tadini

Coreografia D’Arte indaga lo spazio. Come elemento coreografico, fisico e concettuale, intrinseco all’arte della coreografia e all’arte tutta, e come elemento più generale: naturale, quotidiano, psico-fisiologico, socio-culturale, civile, politico e, soprattutto, artistico. Come interrogativo – ancora aperto – fondativo della ricerca e della creatività di ogni arte: pittura, scultura, fotografia, cinema, letteratura.

Spazio, corpo e potere. Su questo vogliamo indagare e ricercare, da qui vogliamo partire.

La danza si fa ‘scrittura’. Diventa capace di una vera e propria ‘incisione’ a livello plastico? Siamo in presenza di uno spazio che, modellando ed essendo a sua volta modellato, acquista una concretezza e densità tale da non potersi più configurare come uno “spazio vuoto” (Lo Spazio Vuoto, Peter Brook,1968).

Lo spazio rappresenta una forza dinamica nella lotta contemporanea riguardante il significato, l’appartenenza e il potere” Jody Berland, Spazio 2005. Addentriamoci in questa analisi e ricerca. […] Arrivare ad una relazione più forte e profonda con i linguaggi dell’arte e aver cura del conoscere è espressione essenziale di ogni società ed è la cura che vuole avere Coreografia D’Arte.

Da qui muove la nuova edizione di Coreografia D’Arte. Da un pensiero che apra nuove riflessioni sullo spazio e da una danza nello spazio che nasce da un coreografo pensatore che nella scrittura coreografica rivela la propria estetica e Weltanschauung (visione del mondo). Perché Coreografia D’Arte non smette, proprio attraverso l’arte, di ricordare la necessità di essere testimoni anche del proprio contemporaneo, di riversare un pensiero, comunicarlo, di prendere posizioni. […]

Federicapaola Capecchi


Coreografia D’Arte 2012: indagare lo spazio

Coreografia D’Arte, nella prossima edizione, la terza, indaga lo spazio. Non semplicemente come elemento coreografico, fisico e concettuale, intrinseco all’arte della coreografia e all’arte tutta, quanto come elemento più generale: naturale, quotidiano, psico-fisiologico, socio-culturale, civile, politico e, soprattutto, artistico. Come interrogativo – ancora aperto – fondativo della ricerca e della creatività di ogni arte e attività artistica: pittura, scultura, fotografia, cinema, letteratura.

Spazio, corpo e potere. Su questo vogliamo indagare e ricercare, da qui vogliamo partire.

Lo spazio di una scena teatrale è lo spazio di un’opera d’arte, di un quadro, di un blocco di pietra, di un obiettivo fotografico o cinematografico. É il perimetro di un conflitto. Dello spostamento di un limite. É lo spazio della ricerca della libertà.

L’idea anche che la spazialità sia un’attività formatrice “in quanto struttura astratta che orienta le nostre attribuzioni di senso” (Lotman e Greimas), è in sintonia con l’approccio coreografico ad uno spazio anch’esso astratto in cui i livelli di senso si orientano e si definiscono anche sulla base dell’uso, investendo o meno l’articolazione spaziale di significati e/o valori anche diversi da quelli puramente funzionali che si costituiscono nella relazione col movimento. È in sintonia con la volontà di Coreografia D’Arte di affrontare l’indagine, la ricerca proprio come laboratorio di idee, significati e significanti.

Nella pluralità di accezioni a cui ci si può riferire nella danza e nell’arte quando si parla di spazio (lo spazio del danzatore singolo, quello dell’insieme dei danzatori, lo spazio coreografico scenico e lo spazio/ambiente in cui è immersa la performance), vogliamo addentrarci nelle altre forme che la spazialità può assumere non solo rispetto all’esterno del corpo ma anche rispetto al suo interno. Vorremmo che la danza e l’arte si confrontassero anche con tutta la serie di spazi virtuali, proposti dalle tecnologie – informatiche e non – e dai nuovi media, ma non come medium con cui dialogare e interagire, bensì come supporti che secondo i principi propri dello schermo, hanno probabilmente definitivamente annullato la corporeità e fisicità delle relazioni, lo spazio fisico delle relazioni, qualsiasi esse siano, così come dei desideri, delle azioni, dei pensieri, del dialogo. Si è modificato il corpo, e quanto, attraverso questi supporti e spazi virtuali? Quanto questa trasformazione può aver annullato, insieme al corpo, al suo spazio, anche lo spazio del “sé”?

E ancora. La danza si fa ‘scrittura’. Diventa capace di una vera e propria ‘incisione’ a livello plastico? Siamo in presenza di uno spazio che, modellando ed essendo a sua volta modellato, acquista una concretezza e densità tale da non potersi più configurare come uno “spazio vuoto” (Lo Spazio Vuoto, Peter Brook,1968).

Lo spazio rappresenta una forza dinamica nella lotta contemporanea riguardante il significato, l’appartenenza e il potere” Jody Berland, Spazio 2005. Addentriamoci in questa analisi e ricerca.

Martin Heidegger nel testo “L’Arte e lo Spazio” identifica lo spazio come un fenomeno “originario”, che provoca anche una sorta di “paura”. Si offre infatti come il limite, come ciò oltre cui non si può andare: sfida al linguaggio e al pensiero. La nozione di spazio ha un potere evocativo, richiama alla mente altri concetti: liberare, creare un vuoto in cui possa accadere qualcosa, un evento. E il vero, in arte, secondo Heidegger, non è un’esperienza che si imponga all’uomo come l’evidenza degli oggetti, è un incontro più delicato, legato più all’atmosfera che alla presenza: un concorrere e convenire di occasioni. Il filosofo tedesco vede nell’opera d’arte l’aprirsi delle verità. L’arte instaura essa stessa categorie di comprensione, principi concettuali, definizioni che orientano l’esistenza. Per questo l’arte viene prima della verità, poiché, fondando un certo linguaggio, definendo un certo orizzonte, è l’origine della verità. L’arte, per Heidegger, è inoltre coinvolta in un confronto diretto con lo spazio. Come riportato, infatti, nel libro, “Ilmodo in cui lospazio sorregge eattraversa l’operad’arte resta per ora nell’indeterminato”. Lo stesso titolo “Spazio, uomo, linguaggio”, scelto originariamente da Heidegger, pone in correlazione arte e linguaggio in un modo non consueto. E in modo non consueto Coreografia D’Arte vuole indagare e mettere in correlazione arte, coreografia, danza, linguaggio, spazio, corpo e potere.

Libri, saggi, manuali scrivono tutt’oggi della composizione coreografica come arte della coreografia nello spazio, arte dello scrivere la danza nello spazio.

Grandi coreografi del XX secolo si sono posti il problema dello spazio: Balanchine suggestiona il regista Robert Wilson in merito all’invenzione di uno spazio insieme fisico e mentale; Graham, Humphrey, Limón, Ailey danno allo spazio un peso specifico e una solidità plastica esaltando alcuni “punti forti” e con essi i personaggi e l’attenzione dello spettatore, lo spazio perde il suo carattere `neutro’ per diventare un campo di forze contrastanti entro il quale deve evidenziarsi il carattere oppositivo della danza con le sue spinte e tensioni in conflitto – contraction e release per la Graham, fall e recovery per la Humphrey -. Ancora la coreografia degli anni Cinquanta e Sessanta si pone il problema dello spazio. I coreografi della cosiddetta New Dance americana Nikolais, Taylor, soprattutto Cunningham polverizzano le certezze della danza moderna, proiettano l’individuo danzante nel cosmo, alle prese con la tecnologia, la scienza e il necessario ripensamento dello stesso cammino dell’arte del movimento. La prospettiva rinascimentale cade, i corpi dei danzatori sono dispersi in uno spazio senza più poli d’attrazione, il rapporto frontale tra danzatori e pubblico (Cunningham) è spezzato, la necessità di portare lo spettacolo fuori dei teatri, nelle gallerie d’arte, nelle strade, piazze e musei comincia ad essere un’urgenza. Il rapporto con lo spazio impegna anche i postmoderni, con l’ausilio della musica e della scenografia, quest’ultima spesso affidata ad illustri artisti visivi.

L’ultimo quarto del secolo porta le modalità compositive della coreografia neoespressionista, Tanztheater, in cui la deflagrazione cunninghamiana dello spazio coincide con una lacerazione e frammentazione di gesti, azioni, musiche, parole e danza a cui solo l’arte della composizione coreografica può dare ritmo, forma e struttura. Modalità nella quale si introduce lo spazio, indispensabile, delle improvvisazioni dei danzatori. Una materia viva, instabile, provocatoria, capace di mutare il corso e lo spazio di una coreografia predefinita. In questo spazio, che non è più solo un problema fisico ma soprattutto mentale, intellettuale, emotivo, significante, scrivono parole e segni imprescindibili coreografi “dell’espressione” come Pina Bausch, della forma come Forsythe, che sanciscono e attuano che l’arte della coreografia nello spazio è una scrittura significativa e trasparente, leggibile universalmente e immediatamente come un racconto nello spazio, a patto che il coreografo vi riversi un pensiero.

Il rapporto tra spazio, gesto, dinamica. La dinamica nello spazio e dello spazio. Infinite varietà di trame nello spazio. La grana di una superficie nella pittura, il colore, l’impasto, la stesura, l’intensità; il timbro nella musica, il movimento smooth and sharp nella danza; il fulcro del cosidetto dead center – centro assoluto, il fondo e il proscenio, le aree forti e le aree deboli, le diagonali invisibili create dall’occhio nello spazio scenico; la collocazione simmetrica o non, sezioni coreografiche, danze intere, ritmi e sensibili oscillazioni del ritmo, le frasi nella composizione coreografica. Lo spazio sociale e l’umore del nostro tempo, che si riflette su ogni comportamento umano, compresi i sentimenti e i gusti del coreografo. Lo spazio delle influenze visive: l’architettura, le città moderne, la quasi totale assenza di paesaggio, scultura, ornamento. Lo spazio della consapevolezza attiva delle possibile forme espressive; lo spazio delle linee, delle forme e del soggetto. Del dubbio, della forza e del conflitto. La coreografia è la ricerca dello spazio, come la ricerca di definire in quale rapporto si è con il proprio tempo.

Lo spazio dell’immaginazione, dell’ispirazione, dell’abilità nell’improvvisazione, della sensibilità poetica e musicale; lo spazio del corpo, strumento forse più pratico e tangibile delle parole, delle note musicali e del colore; lo spazio della struttura del corpo, delle leve, dei nervi, dei muscoli, della personalità. Lo spazio contraddittorio della ricerca e della produzione. Lo spazio dell’arte come relazione, come veicolo, il luogo dell’accoglienza -attori, pubblico muscolati- come sostiene Peter Brook nel saggio “Da Timone d’Atene a La Tempesta o Il regista e il cerchio”.

Questi solo alcuni degli spunti di partenza dai quali iniziamo riflessioni, domande, idee, tracce e percorsi sullo spazio. Interrogativi e teoresi complessi ma intriganti, e forse doverosi, per la coreografia quanto per l’arte.

Arrivare ad una relazione più forte e profonda con i linguaggi dell’arte e aver cura del conoscere è espressione essenziale di ogni società. Ed è la cura che Coreografia D’Arte ha.

Da qui muove la nuova edizione. Da un pensiero che apra nuove riflessioni sullo spazio, e da una danza nello spazio che nasce da un coreografo pensatore che nella scrittura coreografica rivela la propria estetica e Weltanschauung (visione del mondo). Perché Coreografia D’Arte non smette, proprio attraverso l’arte, di ricordare la necessità di essere testimoni anche del proprio contemporaneo, di masticare un pensiero, di riversare un pensiero, comunicarlo. Anche nelle edizioni passate (2009 e 2010) ha testimoniato anche tematiche e argomenti sociali, contemporanei. Il terreno di Coreografia D’Arte è oltremodo fertile: pittori, scultori, fotografi, scrittori, intellettuali, spettatori appassionati, coreografi e danzatori, critici d’arte e curatori. Per questo proponiamo uno spunto di indagine, analisi, riflessione e teoresi impegnativo come lo spazio.

Coreografia D’Arte è nata dalla convergenza, dal dialogo, l’incontro e la comunicazione delle arti. E crescendo in questa strada di comunicazione umana e necessaria ora prosegue nell’altrettanto necessaria navigazione nell’“arte delle idee”.

Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini

COREOGRAFIA D’ARTE 2012 III°EDIZIONE: IL PROGETTO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI COREOGRAFIA, TEATRODANZA E ARTE

la prima edizione si è svolta dal 26 al 29 novembre 2009

la seconda edizione si è svolta dal 2 al 5 dicembre 2010

UN’IDEA DI : Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini

Copyright OpificioTrame e Spazio Tadini

IDEATO E ORGANIZZATO DA: OpificioTrame e Spazio Tadini

CURATO DA: Federicapaola Capecchi, Francesco Tadini

PATROCINI COREOGRAFIA D’ARTE EDIZIONE 2010

Festival of Festivals

Gemellato/Partnership con Midanza2010 Fiera MilanoCity

PATROCINI COREOGRAFIA D’ARTE EDIZIONE 2009

Festival of Festivals

Patrocinio del Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, Settore Teatro e Danza

SPONSOR TECNICI COREOGRAFIA D’ARTE EDIZIONE 2009

GAV Gusto Arte Vino, Milano Sponsor Tecnico

LA COMPOSIZIONE grafiche Sponsor Tecnico

COOPERATIVA ESTIA Sponsor Tecnico

SPONSOR DI PASSATE INIZIATIVE DI OPIFICIOTRAME

VETROBALSAMO (Scena In Movimento Stagione Off 2006)

GREGIS CITROEN (Scena In Movimento Stagione Off 2006)

HOTEL RONDÓ sponsor tecnico (FabricaTanze 2007)

CENTRO SARCA (FabricaTanze 2007)

PEPI’S COFFEE(Scena In Movimento Stagione Off 2006)

MEETING SERVICE (FabricaTanze 2007)

COOPERATIVA ESTIA sponsor tecnico (Scena In Movimento Stagione Off 2006 + FabricaTanze2007)

CAES Consorzio Assicurativo Etico e Solidale Sponsor Tecnico (ExtraCity, un aperitivo fuori dal comune 2004

LIGURIA ASSICURAZIONI Sponosr Tecnico (Scena In Movimento Stagione Off 2006 + FabricaTanze 2007)

PATROCINI DI PASSATE INIZIATIVE DI OPIFICIOTRAME

ASSESSORATO ALLA CULTURA DELLA CITTA’ DI SESTO SAN GIOVANNI (Scena In Movimento Stagione Off 2006 + FabricaTanze 2007)

CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO (Scena In Movimento Stagione Off 2006)

FNASD Federazione Nazionale Associazione Scuole di Danza, Venezia (FabricaTanze 2007)

PROVINCIA DI MILANO per la sezione “PUNTI DI VISTA” (FabricaTanze 2007)

SI TRATTA DI UN PROGETTO

Annuale

OBIETTIVO

L’ambiziosa volontà, fin dalla prima edizione 2009, è di creare non solo un festival ma anche e soprattutto un laboratorio interattivo di incontro, lavoro, formazione, ricerca e scambio per gli artisti d’Italia e d’Europa. Coreografia D’Arte vuole andare a coinvolgere il maggior numero di ambiti e di persone per sfatare la credenza che la danza, il teatro e l’arte siano per i soliti luoghi e il solito pubblico. Anche per questo motivo, per la seconda edizione 2010, sono stati avviati una serie di contatti, finalizzati a partnership, anche con realtà non strettamente legate alla danza, ma ad altri settori di intervento culturale: librerie, art place, locali pubblici di intrattenimento, associazioni, di produzione e diffusione artistica in generale, indipendenti, singoli e gruppi. Per questo è stata attivata la partnership/collaborazione con “Midanza”, nel perseguire una concreta e reale costruzione di network, reciproco scambio e supporto, con l’intento, nella cooperazione, di ridare potenza e consona dignità e visibilità ad uno dei pochi linguaggi capaci di comunicare in modo immediato e universale, la danza.

CARATTERISTICHE DI COREOGRAFIA D’ARTE

Un festival annuale, interdisciplinare e indisciplinato sullo spettacolo dal vivo, che vuole scegliere spazi “non tradizionali” di rappresentazione, liberi dai tradizionali schemi. È un festival dei linguaggi performativi con ibridazione e meticciato tra le arti, opere d’arte, coreografia, musica, performance, improvvisazioni, teatrodanza.

TIPOLOGIA

L’edizione 2010 ha ampliato e sviluppato l’idea originale:quella di unire la Coreografia e le Opere d’Arte.

Rispetto alla prima edizione, nel 2010 (II°edizione) oltre agli spettacoli, alle performance ed alle jam e improvvisazioni, sono stati realizzati una serie di laboratori tra artisti. Momenti formativi e di ricerca che hanno unito danzatori, attori, musicisti, pittori, scultori e fotografi. Si tratta di un progetto interattivo di incontro, di lavoro e di formazione che si afferma, sia come contenitore e approfondimento delle nuove tendenze europee che incoronano la danza e il teatrodanza come linguaggio fondamentale e imprescindibile, sia come rete di collaborazioni e ospitalità. Per la terza edizione Coreografia d’Arte prevede inoltre anche un percorso di Ricerca e di Composizione Coreografica a partire da opere d’arte con l’obbiettivo di stimolare il danzatore, attore o musicista a formalizzare, modellare un proprio linguaggio attraverso l’elaborazione, la composizione di un progetto in work in progress, a partire da una o più opere d’arte. Per questo percorso di ricerca e composizione coreografica sarà pubblicato un bando.

IL PROGETTO

Coreografia D’Arte nasce dal successo dell’evento che ha visto incontrarsi e confrontarsi sulla scena una coreografa ed una sua creazione, Federicapaola Capecchi con la coreografia Raft of Medusa e un’opera d’arte, La Medusa delle Periferie di Gabriele Poli, e dall’idea di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini di trovare un modo peculiare di comunicare la danza e l’arte, attraverso lo scambio di processi creativi e la comunicazione concreta-diretta dei linguaggi artistici e delle forme.

Raft of Medusa, di Federicapaola Capecchi, è una produzione 6° Biennale Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia, Associazione Danza Venezia e FNASD. La coreografa ha debuttato con questa performance nella piattaforma Giovani Coreografi Italiani frutto del progetto/selezione internazionale Choreographic Collision part 1 e part 2.

La Medusa delle Periferie di Gabriele Poli, oggi, è di proprietà della CISL di Milano (sede di Via Tadino) che ha voluto partecipare alla prima edizione 2009 di Coreografia D’Arte con la conferenza stampa di comunicazione dell’acquisto dell’opera, in contemporanea con la performance.

Coreografia d’Arte prosegue in questa direzione creando nuove occasioni di comunicazione tra arte e linguaggi teatrali, ampliandone le prospettive, le visioni e le possibilità. Un’idea di Federicapaola Capecchi e Francesco Tadini, organizzato da OpificioTrame e Spazio Tadini, curato da Federicapaola Capecchi, Francesco Tadini, ha come comune denominatore la creazione a partire da un’opera d’arte. Performance, spettacoli, presentazioni, workshop, pittori, musicisti consentiranno di avvicinare l’arte e la danza, la cultura e il teatro e il grande pubblico alla condivisione di queste emozioni e di questi valori.

Oltre a spettacoli, incontri formativi e di progettazione, artisti ospiti il progetto prevede, per la terza edizione, anche un percorso per 6 danzatori di composizione coreografica a partire da opere d’arte. Coreografia D’Arte vuole creare la dimensione dell’officina, della bottega, della fabbrica della ricerca e della sperimentazione condivise. Innovazione, percorsi di performer, musicisti, danzatori, oltre che di studiosi e spettatori, attraverso una continua circolazione dei linguaggi della contemporaneità.

MODALITA’

Le scelte artistiche e ideologiche per la realizzazione del festival derivano dalla nostra esperienza come coreografi, uomini di teatro, esperti d’arte e ideatori di eventi di spettacolo dal vivo. Scegliamo il carattere multiculturale e interdisciplinare, gli eventi e i processi produttivi significativi della contemporaneità e della tradizione, per creare il contesto ideale. Una pluralità di codici, un attraversamento di territori artistici per una riflessione nella cornice delle nuove arti dal vivo. Coreografia d’Arte traccia una nuova geografia degli atlanti artistici presentati nelle loro assolute singolarità di pensiero. A fronte del diffondersi del live media nei più disparati contesti abbiamo oggi a che fare con un insieme di pratiche tutt’altro che minoritarie, capaci piuttosto di rendere conto ampiamente dell’evoluzione di scenario delle ricerca performativa, visiva e musicale a partire dalle nuove poetiche del corpo performativo. Legato a forme e contenuti nuovi e ad allestimenti che usano linguaggi innovativi e/o commistioni di linguaggi, il Festival è articolato in più percorsi rivolti a tutte le fasce d’età.

Percorso di Ricerca e Composizione Coreografica III° edizione 2012

L’obbiettivo del percorso è quello di stimolare il danzatore e attore a formalizzare, a modellare una propria qualità interpretativa ed esecutiva attraverso l’elaborazione, la composizione a partire da una o più opere d’arte, seguendo il processo creativo del coreografo cui verrà assegnato. Il percorso, sotto la direzione artistica della coreografa Federicapaola Capecchi, avrà inizio a gennaio 2012 e si concluderà a giugno 2012, sarà strutturato in moduli mensili e/o bimestrali. I candidati – danzatori e attori, di età compresa dai 18 ai 26 anni -, saranno selezionati tramite CV, lettera motivazionale, foto, eventuale materiale video da spedire a Federicapaola Capecchi presso Spazio Tadini Via Jommelli 24, 20131 Milano. I 6 performers selezionati verranno accompagnati e supportati nelle diverse tappe di studio che comprendono anche la partecipazione, in qualità di interpreti, agli spettacoli della IV° edizione del Festival nel 2013. Al termine di ciascuna finestra di lavoro è prevista una valutazione. A conclusione, 1 dei partecipanti, giunto fino alla fine del percorso (giugno 2012), verrà invitato alla realizzazione di una propria performance/work in progress, per la IV° edizione di Coreografia D’Arte del 2013.

Laboratori, workshop, seminari

I workshop:

L’ambiziosa volontà è di creare un laboratorio per gli artisti d’Italia e d’Europa. Questo progetto non è solo il festival ma un’idea per creare un laboratorio interattivo di incontro, di lavoro e di formazione e di ricerca. Anche per coloro che non prenderanno parte ai giorni di Festival in qualità di interpreti ma in qualità di spettatori, utenti, appassionati. Coreografia D’Arte vuole creare la dimensione dell’officina, della bottega, del laboratorio, della ricerca e della sperimentazione condivise. Anche con gli spettatori, il pubblico. I workshop basati sull’interscambio tra pittori, scultori, danzatori, fotografi, attori e spettatori cercheranno di metterne in discussione i ruoli di ricettività e attività; di mettere in discussione anche alcune convenzioni della danza così come degli altri linguaggi.

Ogni workshop parte da uno spettacolo realizzato per Coreografia D’Arte.

TEMPISTICA di svolgimento

SPETTACOLI EVENTI ……2012

WORKSHOP date da definire

Formazione. Percorso di ricerca e composizione coreografica a partire da opere d’arte

  • 6 partecipanti – 2012 –

LUOGO

Spazio Tadini, crocevia di artisti, fucina di idee e progetti per l’arte e la cultura, laboratorio vitale e propositivo soprattutto verso i giovani, così come lo era Emilio Tadini per il cui amore per la cultura, l’arte, i giovani e le avanguardie questo Spazio è omaggio permanente. Luogo naturale per Coreografia d’Arte, non solo perché l’idea è nata in questo luogo e da questa collaborazione. Non si cerca un palcoscenico tradizionale ma la vicinanza di una serata da trascorrere senza formalità, che disegna i corpi degli interpreti come un pittore la tela, plasma i movimenti nello spazio come uno scultore la materia, che trae forza dall’energia di uno spazio animato da quadri, libri e opere d’arte.

CARATTERISTICA

Il Festival vuole avere una valenza internazionale ma privilegiando la creazione “made in Italy” che spesso migra all’estero e anima le compagini e i migliori progetti europei. Nuovi sguardi, nuove passioni, nuovi sapori. Un percorso intenso che segna uno spartiacque nel percorso artistico, sollecitando noi tutti al confronto con altri linguaggi e poetiche. Intendiamo proseguire lungo la strada maestra del dialogo e dell’incontro fra diversi linguaggi artistici (dal teatro alla danza, dalla musica all’arte), consapevoli delle istanze di cambiamento e di innovazione cui nessun artista può sottrarsi.

Desideriamo comunicare con un pubblico più vasto ed un territorio che sappiamo desiderosi di respirare aria fresca per rinnovare ed arricchire il proprio patrimonio genetico-culturale.

http://www.spaziotadini.it

http://www.opificiotrame.org

http://www.spaziotadini.wordpress.com

http://www.opificiotrame.wordpress.com

http://www.francescotadini.net

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PER PRENOTAZIONI AGLI SPETTACOLI DI COREOGRAFIA D’ARTE 2013

TEL.0226829749 OPPURE INVIARE MAIL A ms@spaziotadini.it Costo ingresso: ridotto (tesserati e under 25) 8 euro 10 euro per ex empals 12 euro intero

PROGRAMMA FESTIVAL

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PROGRAMMA FESTIVAL DAL 14 AL 21 DICEMBRE

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APERTURA E CHIUSURA FESTIVAL


FEDERICAPAOLA CAPECCHI
COMPAGNIA OPIFICIOTRAME: Alessandro Amici, Veronica Gambini, Anna Lisa Morelli, Elena Rossetti, Stefano Roveda.
VENERDI' 29 NOVEMBRE MAN RAY - In quarta persona
GIOVEDI' 19 DICEMBRE EMILIO TADINI Studio coreografico in progess su L'occhio della pittura
SABATO 21 DICEMBRE
MAN RAY - In quarta persona




Ospite d’Onore

OSPITE D'ONORE

DANIELE NINARELLO
VENERDI' 20 DICEMBRE
UNICA DATA




I COREOGRAFI DELLA IV° EDIZIONE: 2013


SORAYA PEREZ
COMPAGNIA DEI TRANSITI Soraya Perez, Edy Quaggio
DOMENICA 1 DICEMBRE
SABATO 14 DICEMBRE
acquasumARTE
Maurizio Capisani, Francesco Cimino, Sabrina Conte e Sonia Conte
                  SABATO 30 NOVEMBRE
DOMENICA 1 DICEMBRE
VALENTINA VERSINO
WHY COMPANY
SABATO 7 DICEMBRE
DOMENICA 8 DICEMBRE

SISINA AUGUSTA
COMPAGNIA SISINA AUGUSTA
VENERDI' 6 DICEMBRE

LORENZO MEID PAGANI
SABATO 7 DICEMBRE
DOMENICA 8 DICEMBRE

ANDREA ZARDI - RICCARDO MERONI
VENERDI' 13 DICEMBRE
SABATO
14 DICEMBRE

PIETRO PIREDDU
MAKTUB NOIR
DOMENICA 15 DICEMBRE
doppia replica pomeridiana e serale



Ideatori di Coreografia D’Arte

FRANCESCO TADINI
Fondatore di Spazio Tadini e di Milano Arte Expo MAE International Art Events.
Regista, autore di programmi televisivi, esperto in comunicazione pubblica e pubblicitaria.
FEDERICAPAOLA
CAPECCHI
Coreografa,danzatrice. 
Socia Responsabile Danza, Teatro e Musica di Spazio Tadini. Pubblicista.



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